La storia

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La storia del comune di Bella curata dal Prof. M. Martone

 Il Territorio di Bella è stato sempre abitato, fin da tempi immemorabili da genti raggruppate generalmente per famiglie e parentele nei così detti ''casali'', centri, nei secoli, di vita e di lavoro sociali.

Attestano questo particolari denominazioni tradizionali di molte contrade nell'attuale Comune e molti resti e reperti archeologici relativi ad esse, in quella loro particolare specificità.

Quando il diffondersi delle invasioni barbariche costituì per quei casali, come per tutti, pericolo costante e continuo, quegli abitanti si trasferirono dalle parti basse del territorio, ora comunale, verso quelle alte, precisamente nell'area collinare – montana, chiusa dai torrenti Piscioli, ad ovest, e Vallone Carpineta, ingrossato dal rio Cascarda, ad est.

L'intera zona era protetta da alti monti ed alte colline, oltre che da ampi e folti boschi. Si apriva solo verso sud, sede, anche questa, di fortificazione successiva, tanto che, appunto, quell'alto di altro collina è tuttora conosciuto come ''contrada la rocca''. Sulla cima della collina principale, cintata dai torrenti detti, venne costruita una torre trapeziale, a protezione delle genti che nel frattempo, lasciando le sedi dei loro ''casali'', si erano spostate, prima in vari aggregati urbani sparsi nell’insieme dell’intera zona, poi in un vero e proprio centro urbano, costituito da case, addossate le une alle altre, a cinte, intorno alla torre, e protette, dall’esterno della cinta ultima, dai muri delle case, eretti senza aperture e in maniera solida. Era allora, all'incirca, l'epoca dell’incastellamento, ''il mille'', tempo di difesa e solidarietà sociale anche per tutti i popoli d’Europa.